Giordania

GIORDANIA: 11 MOTIVI PER VISITARLA

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11 MOTIVI PER ANDARE IN GIORDANIA

Il Paese, relativamente piccolo e distante circa  3 ore di volo dall’Italia, è perfetto per un viaggio non troppo impegnativo e stancante, con spostamenti limitati e dell’immenso spessore culturale.
In più la presenza del Mar Morto e di Aqaba, garantiscono ottime soluzioni relax.
Il paese è servito da tutti i principali vettori. L’unico volo diretto di linea è quello proposta dalla Royal Jordanian, con partenza da Roma.

La Giordania è un luogo di pace, un Paese stabile con una monarchia amata e rispettata dalla popolazione che ha saputo ritagliarsi il ruolo di pietra angolare dell’equilibrio geopolitico del Medioriente. Questo fattore è fondamentale per comprendere perché la Giordania sia un luogo sicuro e perché, fino ad oggi, non abbia mai sofferto del problema del terrorismo.

In Giordania vivono in armonia molte culture; i vostri vicini possono essere Circassi, Arabi, Armeni, Kurdi, Europei ed ovviamente Beduini, Fellaheen E Palestinesi, spina dorsale della nazione: fanno tutti parte della società locale, e tutti la arricchiscono con i propri usi e cibi.

Molto tempo prima dell’avvento dell’Islam, la società del luogo era costituita da tribù relativamente indipendenti tra loro, suddivise in clan e famiglie. Attualmente anche qui gli usi e i costumi si stanno modificando, anche se permane abbastanza radicato il modello della famiglia patriarcale: numerosi nuclei familiari vivono insieme o in abitazioni comunicanti. Un invito a pranzo o a cena è la vostra occasione per assaggiare pietanze locali. I due piatti tradizionali della cucina giordana sono il maklouba e il musakhan.

PETRA (Wadi Mousa)

Prima di diventare capitale dei Nabatei fu una città edomita, poi fu sotto il dominio dei romani e prosperò fino a che il commercio carovaniero fu trasferito a Borsa e a Palmyra. In seguito alla decadenza dei commerci fu abbandonata e dimenticata fino al 1812 quando il sito fu rivelato al mondo occidentale dall’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt. I Nabatei, di origine semitica e provenineti dall’Arabia del Nord, si stabilirono in questa zona circa 800 anni prima di Cristo e costruirono Petra in una valle protetta da montagne rocciose.

L’unico accesso alla città era possibile percorrendo una stretta e lunga gola (1,2Km ca) denominata Siq. Lungo il Canyon si possono ancora vedere tratti di una conduttura idrica in ceramica che riforniva la città di acqua potabile proveniente da Ain Mousa. Raggiunto l’ingresso ci si trova di fronte alla facciata dell’imponente Tesoro del faraone, Al-Khazneh, monumento di grande effetto scenografico. All’interno della vallata si sviluppa una città meravigliosa scavata nella roccia edifici, templi, tombe, teatri servite da un efficiente sistema idrico. I resti più importanti fiancheggiano su terrazze a vari livelli, la via principale, lastricata. Per visitare il sito occorrerebbero diversi giorni e percorrere i numerosi sentieri che si spingono sulle alture. Gli splendidi edifici scolpiti nella roccia rendono Petra un gioiello di architettura ineguagliabile, non a caso è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e una delle sette meraviglie del mondo moderno.

Nota importante:

la visita del sito di Petra impone 12/14 km di cammino. E’ una giornata che può essere, in particolar modo d’estate, molto faticosa. In caso di visita guidata segnaliamo che le guide effettuano visite guidate fino al ristorante Crowne Plaza sito in fondo al sito archeologico. L’eventuale ascensione al Monastero viene effettuata sempre senza guida e, se desiderate farla (noi lo raccomandiamo sempre), abbiate cura di non sedervi al ristorante ma di cominciare a salire le scale il prima possibile. Potrete riposarvi al cospetto del Monastero (probabilmente la scultura più grande e meglio conservata di tutte)

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WADI RUM (Jabal-Rum)

Gioiello naturale che attrae escursionisti esperti e meno esperti per effettuare passeggiate a piedi, escursioni a dorso di cammello o pernottamenti in campo tendato. Il periodo migliore per visitare il Wadi Rum è la primavera quando sulle colline sabbiose fioriscono centinaia di piante selvatiche: anemoni rossi, papaveri e l’iris nero, simbolo nazionale. Il Wadi Rum, comunque è incantevole tutto l’anno: deserto di sabbia finissima con montagne d’arenaria (Jabal) che si ergono dalle vallate e sovrastano piccoli villaggi beduini.

L’alba o il tramonto nel deserto costituiscono uno spettacolo mozzafiato, qui è possibile rivivere il mito di Lawrence e con un po’ di fortuna vedere: lepri e volpi del deserto, gatti selvatici, lo stambecco di Abissinia e la gazzella e ancora, avvoltoi.  4winds organizza giornate nel deserto con pasti e pernottamenti in tende beduine attrezzate per accogliere il turista, nonché programma escursioni a dorso di cammello o a bordo di jeep.
Eventuali pernottamenti nel deserto vengono effettuati in tende, talvolta con bagno privato.
Durante il periodo di dicembre – febbraio le temperature possono essere severe, talvolta puo’ addirittura nevicare. Suggeriamo, durante il periodo invernale di attrezzarsi con un buon maglione e giacca isolante.

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MAR MORTO

A 55 km da Amman, questo mare è la più profonda depressione del pianeta a 395 metri sotto il livello del mare. Le sue acque hanno una concentrazione di sali minerali talmente alta da non permettere alcuna forma di vita. Il luogo è estremamente suggestivo sia per il panorama che offre, sia perché permette a chiunque si immerga in queste acque di galleggiare in maniera più che sorprendente. Le proprietà benefiche e curative del dei fanghi e delle acque termali di questa zona sono apprezzati in tutto il mondo e conosciute fin dai tempi di Erode il Grande, più di 2000 anni fa.

Le attrezzature alberghiere comprendono moderni alberghi, ristoranti, complessi sportivi per soddisfare tutte le necessità del turista. Ottima meta per il relax e lo svago e per coloro che soffrono di disturbi dermatologici e di ipertensione: bagni nelle acque termominerali, piscine riscaldate, bagni di sole, trattamenti con fanghi minerali e Massaggi curativi.

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AMMAN

Rabbath-Ammon, ribattezzata dai Tolomei Filadelfia, oggi è la capitale del Regno Hascemita di Giordania, una moderna metropoli che conserva ancora tracce del suo antico passato. La città ha circa 5000 anni di vita e come molte città antiche fu costruita originariamente su sette colli. Amman è chiamata anche “città bianca” per via delle sue abitazioni bianche. Da visitare: il grande teatro romano costruito nel II secolo a.C., con 5000 posti scavati nella roccia e ancora oggi usato per manifestazioni culturali; il Museo archeologico; la cittadella romana; il Museo del folklore e il Museo di gioielli tradizionali e dei costumi. Privo di storia ma gradevole è il quartiere delle ambasciate, degli edifici reali e governativi, dei grandi alberghi internazionali.

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JERASH

Città antichissima che conobbe il suo massimo splendore in epoca romano-imperiale, oggi considerata uno dei siti archeologici più importanti e meglio conservati della regione. Seconda solo a Petra per interesse turistico, Jerash conserva resti neolitici, greci, romani, bizantini e omayyadi. Nell’impianto della città, definito come vuole l’urbanistica romana dai due assi il Cardo Maximo e il Decumano, spiccano edifici e aree monumentali come il Foro Ovale, i templi dedicati alle divinità dell’olimpo greco-romano, i teatri e il Ninfeo. Fuori della città un grande arco trionfale e l’ippodromo. Interessanti anche alcune chiese bizantine, che testimoniano la vitalità della città lungo il corso dei secoli.

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KERAK

Esempio di architettura militare dei crociati, la fortezza sorge a metà strada tra Aqaba e Gerusalemme, lungo la via carovaniera che conduceva dall’Egitto alla Siria. Uno dei più importanti avamposti militari costruito dai Crociati nel 1136 ed espugnato da Saladino nel 1189. La posizione dominante ha sempre assicurato alla fortezza una funzione strategica. Il Castello è un oscuro dedalo di sale con volte in pietra e infiniti passaggi.

MADABA

Cittadina a 30 km da Amman, famosa per i suoi eccezionali mosaici di epoca bizantina. Nella splendida chiesa ortodossa di San Giorgio si può ammirare il più celebre di questi mosaici: La mappa della Palestina. Si tratta di un mosaico pavimentale bizantino eseguito con oltre 2 milioni di tessere intorno al 560 d.C.. Le dimensioni originali erano 25X25 metri, in buona parte ancora visibili, il capolavoro raffigura la Terra Santa, la foce del Nilo, il Mar Morto, Gerusalemme e la Chiesa del Santo Sepolcro.

MONTE NEBO

Meta di pellegrinaggio fin dall’antichità in quanto ritenuto il luogo da cui Mosè avvistò la Terra promessa, senza poterla raggiungere. Si ritiene che qui vi sia la tomba di Mosè. Il Monte Nebo è di interesse religioso sia per Cristiani che per Ebrei. Dalla sua vetta, nelle giornate limpide, è possibile vedere Gerusalemme. A protezione dei resti delle chiese del IV e VI secolo, il cui pavimento è ancora ricoperto da splendidi mosaici, vi è una chiesa edificata dai Francescani con interessanti mosaici del VI secolo.

AQABA (Mar Rosso)

Unico sbocco al mare della Giordania, Aqaba si trova sulle coste del Mar Rosso e offre spiagge sabbiose e una splendida barriera corallina. Le eccezionali correnti verticali e le brezze marine rendono le immersioni piacevoli anche con il caldo estivo. Aqaba vanta alcuni tra i migliori centri d’immersione subacquea tra cui il Royal Diving Centre. Crocevia tra Asia, Africa ed Europa la città presenta insediamenti umani risalenti ad oltre 5.500 anni fa. Di particolare interesse sono le rovine delle prime città islamiche risalenti all’eta’ medievale chiamate Ayla e Fort Aqaba, quest’ultima costruita dal Sultano Mamelucco Qansawh Al-Ghawri all’inizio del XVI secolo.

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BEIDA

Conosciuta come La piccola Petra, da cui dista circa 15 km, è un villaggio neolitico risalente al 7000-6600 aC. abitato da contadini e allevatori di bestiame. Al contrario di Petra i muri, le caverne scavate nella roccia, gli scalini, le abitazioni con focolari e macine hanno poche sfumature rosa. Beida venne costruita per confondere il nemico e proteggere Petra. Il suo accesso è costituito da una piccola fessura attraverso cui può transitare una persona alla volta, grazie a questa angusta entrata i nemici venivano facilmente respinti dagli abitanti.

CASTELLI OMAYYADI DEL DESERTO

I castelli del deserto, splendidi esempi di arte e architettura islamica, testimoniano un’affascinante epoca della storia del paese. I loro raffinati mosaici, affreschi, incisioni e stucchi, ispirati alle tradizioni persiane e greco-romane, illustrano storie di vita del VIII secolo. Gli Omayyadi costruirono nel deserto castelli e palazzi che servivano a proteggere le piste carovaniere ma anche ad assicurarsi la fedeltà delle tribù beduine locali. Costruirono inoltre padiglioni di caccia dove si praticava anche l’equitazione, centri agricoli e bagni pubblici.

Tra i complessi meglio conservati: Qusayr Amra, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. I muri e i soffitti sono ricoperti di affreschi unici e due stanze presentano mosaici pavimentali dagli splendidi colori. Altri edifici di particolare interesse sono: Qasr Mushatta, Qasr Kharanah, Hallabath, Tuba e Sarah, tutti castelli costruiti nell’VII secolo dai Califfi Omayyadi di Damasco.

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